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III Congresso Regionale Discepoli Divina Misericordia Marche: resoconto di una giornata di festa per un'esplosione di gioia!

Grazie a S.E. monsignor Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, per avere autorizzato la “Shalom viaggi” a svolgere il III Congresso regionale Discepoli Divina Misericordia Marche nella sua diocesi. Crediamo infatti che, senza la filiale docilità alle direttive del Vescovo, qualsiasi incontro non possa generare alcun frutto. 

Grazie ai fedeli (più di 6.000) che, provenienti da tutta la regione, hanno partecipato a questo incontro di preghiera, di testimonianza e di catechesi, rispondendo con immensa gioia e con grande coinvolgimento. Hanno trascorso 12 ore in un palazzetto dello sport, seduti su scomode sedie di plastica o sulle gradinate senza neanche lo schienale. Ma perchè hanno sopportato questo disagio? Perché erano spinti dall’amore per Gesù e per la Madonna.

Grazie  agli animatori della giornata: fra Ljubo Kurtovic, Marina Berardi, don Primo Martinuzzi, don Paolo Sconocchini, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, padre Maurizio Botta, Marco Scicchitano, Debora Vezzani, Roberto Bignoli, Giacomo Celentano, Ania, suor Lorella, suor Emmanuel Maillard, Roland e Melinda. La Messa è stata presieduta da S.E. monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno.

Grazie a papa Francesco, a cui vogliamo rinnovarre la nostra obbedienza per manifestare la nostra volontà di aderire, con amore e coerenza, a tutto il patrimonio della fede e a tutti gli insegnamenti della Chiesa. Ogni cattolico, infatti, ha il dovere di seguire sempre il Papa, Vescovo di Roma, perché egli è il garante della verità, ma deve seguire anche i vescovi: «Non c’è una Chiesa sana se i fedeli, i diaconi e i presbiteri non sono uniti al vescovo. La Chiesa non unita al vescovo è ammalata» (cfr. Papa Francesco). Così i vescovi devono essere in comunione con il Successore di Pietro, altrimenti come dice, con una espressione molto forte, il cardinale di Bologna monsignor Carlo Caffarra: «Se un vescovo ha un pensiero contrario a quello del Papa se ne deve andare, ma proprio se ne deve andare dalla diocesi. Perché condurrebbe i fedeli su una strada che non è più quella di Gesù Cristo».

 

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Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria di Monsignor D'Ercole

 

 

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